Selvagge cattiverie e menzogne su Meloni. Che pena

La Selvaggia, di nome e di fatto, macchina del fango, questa volta si è scagliata contro il racconto che Giorgia Meloni fa della propria venuta al mondo, della scelta d’amore di una madre che nel ’76 invece di abortire decide, all’ultimo, di difendere contro tutto e tutti la vita. E davanti a questo atto di pura bellezza, la Lucarelli riesce solo a dire che nel 1976 l’aborto era illegale, insinuando che a mentire è la madre oppure Giorgia. Insinuazione gratuita e falsa dato che la Lucarelli o è affetta altresì da selvaggia ignoranza oppure fa finta di non sapere che la Corte Costituzionale, con la Sentenza 27/1975, aveva espressamente sancito che non potessero andare incontro a conseguenze penali coloro che procuravano l’aborto e le donne che vi consentivano, di fatto depenalizzando l’aborto, rendendolo legale e anticipando l’approvazione della L.194/1978 sulla regolamentazione dell’interruzione di gravidanza. Siamo ormai tristemente abituati alle selvagge cattiverie e menzogne della Lucarelli, capaci di umiliare soprattutto sé stessa e prova di quella pochezza d’animo che sembra non avere mai fine. Che pena!

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